Dal 13 al 16 maggio 2026, Fiera Milano Rho ha ospitato l'edizione 2026 di NME, Next Mobility Exhibition, il salone biennale organizzato da Fiera Milano e dedicato alla mobilità collettiva sostenibile, in contemporanea con Transpotec Logitec. Le associazioni Asstra, Agens e Anav, che rappresentano insieme circa il 95% del settore, hanno confermato il ruolo del salone come principale punto d'incontro per operatori, istituzioni e fornitori tecnologici del trasporto pubblico italiano.
Elettrificazione: la partita si gioca già sui numeri
Il 2025 ha segnato la consacrazione della trazione elettrica a batteria per le missioni urbane: 1.230 e-bus immatricolati in Italia lo scorso anno, di cui 1.201 in Classe I, pari a oltre il 65% dell'immatricolato urbano su un totale di 1.821 mezzi. I principali costruttori presenti a NME, tra cui BYD Europe, Irizar e-mobility, Iveco Bus, Karsan e Menarini, hanno confermato che la transizione energetica non è più una sperimentazione isolata ma la norma sulle gamme urbane.
Per un operatore, questa accelerazione pone una questione operativa immediata: un autobus elettrico non si gestisce come un diesel. Autonomia, cicli di ricarica, disponibilità reale del parco, tutto questo deve essere seguito in tempo reale per evitare che un investimento in capitale si traduca in buchi di servizio.
Digitalizzazione e dati come infrastruttura
Il 13 maggio, il MOST, Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile del Politecnico di Milano, ha animato un confronto sul ruolo delle tecnologie digitali nel supportare modelli avanzati di smart mobility: gestione intelligente delle infrastrutture, mobilità cooperativa e connessa (CCAM), piattaforme MaaS, con particolare attenzione all'uso dei dati per la pianificazione e l'integrazione dei servizi.
Questo è esattamente il terreno su cui lavora un AVM come quello di Pysae: senza dati di localizzazione in tempo reale, regolarità e carico dei veicoli, nessuna di queste promesse (intermodalità, resilienza, esperienza utente) diventa concreta. Il salone conferma una tendenza di fondo: il dato diventa un'infrastruttura allo stesso titolo del deposito o della linea aerea di alimentazione.
Cosa cambia per gli operatori italiani
NME 2026 ha mostrato tre segnali chiari per chi gestisce una rete TPL:
- L'elettrificazione accelera più rapidamente della capacità di pilotaggio operativo di molte reti, da cui un bisogno crescente di strumenti di supervisione della flotta.
- Il digitale diventa un criterio di selezione allo stesso titolo del prezzo del veicolo, in particolare per i bandi regionali.
- I dati in tempo reale sono ormai un prerequisito per qualsiasi strategia MaaS o di intermodalità, non un semplice bonus.
La prossima edizione di NME è prevista per il 2028, ma queste tendenze non aspetteranno due anni per imporsi sul campo. Per approfondire, si può leggere il resoconto del Seminario ASSTRA a Roma su un TPL più resiliente, la mappa aggiornata dei fondi PNRR ancora accessibili nel 2026, oppure come i quattro moduli di Pysae coprono l'intero ciclo del TPL.
Gestisci una rete di trasporto in Italia e vuoi approfondire la digitalizzazione o la gestione della flotta elettrica? Il team Pysae può mostrarti come il nostro AVM si adatta alla tua realtà operativa.