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Le 10 maggiori aziende di trasporto pubblico locale in Italia: classifica 2026

Classifica per valore della produzione dell'ultimo bilancio disponibile, con anno e perimetro dichiarati riga per riga. E le trappole che rendono quasi tutte le classifiche di TPL non comparabili.

2026-09-17 · 11 min read

In Italia non esiste una classifica ufficiale delle aziende di TPL. Né ASSTRA, né l'Autorità di Regolazione dei Trasporti, né l'Osservatorio Nazionale TPL del MIT pubblicano un ranking nominativo. Qualunque classifica è quindi una costruzione redazionale: questa è ordinata per valore della produzione dell'ultimo bilancio disponibile, con l'anno del dato indicato riga per riga. È una scelta, e come tutte le scelte cambia il risultato. Con un criterio diverso, la classifica si riscrive.

La classifica 2026, per valore della produzione

#AziendaCittà / regioneValore della produzioneAnnoPerimetro
1ATMMilano1.336 mln €2025Gruppo (14% estero)
2ATACRoma955,8 mln €2024Società
3Autolinee ToscaneToscana435,3 mln €2024Società
4GTTTorino419,5 mln €2025GTT S.p.A.
5Gruppo AVMVenezia335,0 mln €2024Consolidato
6TperBologna / Ferrara314,0 mln €2024Consolidato
7CotralLazio304,6 mln €2024Società
8ANMNapoli198,8 mln €2024Società
9Arriva ItaliaNord Italia154,9 mln €2024Solo la S.r.l.
10TUAAbruzzo126,7 mln €2025Società

Subito dietro: Trentino Trasporti (126,3 mln €, 2024), SETA (123,7 mln €, 2024), Autoguidovie (115,1 mln €, 2023), Start Romagna (94,9 mln €, 2024).

Due assenze pesano più di alcune presenze, e le spieghiamo sotto: AMT Genova e il Gruppo Busitalia.

1. ATM Milano: il primo per distacco, e sempre meno solo milanese

Il Gruppo ATM chiude il 2025 con 1.336 milioni di euro di ricavi, contro 1.161 milioni nel 2024, con un EBITDA di 94 milioni e un utile netto di 13,2 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 5,8 milioni dell'anno precedente. Il patrimonio netto supera 1,19 miliardi.

Il dato più interessante per il settore non è la dimensione, è la composizione: l'estero pesa il 14% dei ricavi 2025, contro il 10% del 2024. Metropolitana di Copenaghen, metro di Salonicco, e dal 2026 diciotto linee bus a Parigi. Una classifica delle "aziende italiane di TPL" costruita sui bilanci consolidati misura in parte l'internazionalizzazione, non il mercato interno.

Sul fronte operativo, i dati certificati più recenti sono quelli della Carta della Mobilità: 675.013.639 passeggeri nel 2024 sulla rete milanese, contro 662,2 milioni nel 2023, per 153,5 milioni di vetture-km. Flotta 2024: 1.236 autobus, 484 tram, 123 filobus, 947 vetture metro su 157 treni. Rete: metro 111,3 km su 5 linee, tram 157 km, bus 1.166 km. Bacino servito: 657 km², 46 comuni, 2,55 milioni di abitanti.

Il contratto di servizio gross cost con il Comune di Milano, affidato in house, è prorogato al 31 dicembre 2026. È la scadenza più rilevante del settore nei prossimi dodici mesi.

Attenzione a un errore che sta circolando. Diverse testate hanno riportato "53,3 milioni di passeggeri ATM nel 2025". Quello è l'incremento (+7%), non il totale. Il totale 2025 non è stato dichiarato da ATM e non va ricostruito a spanne.

2. ATAC Roma: il secondo bilancio del settore, ancora sotto il pre-Covid

ATAC chiude il 2024 con 955,8 milioni di euro di valore della produzione, 833,8 milioni di ricavi da vendite e prestazioni e un utile netto di 955 mila euro. Il margine operativo lordo è di 109,5 milioni, l'EBIT positivo per 13,5 milioni, gli investimenti sfiorano i 300 milioni, di cui 252 finanziati: il livello più alto della storia recente dell'azienda.

I numeri industriali: 10.271 dipendenti al 31 dicembre 2024, 131,6 milioni di vetture-km prodotte (43,5 milioni metro, 87,4 milioni superficie, +1,1%), età media della flotta bus e filobus scesa a 6,4 anni. Rete: tre linee di metro per circa 60 km, 267 linee di superficie, oltre 8.200 fermate. Flotta: 1.965 autobus, 75 tram, 80 convogli tra metro e ferrovie.

Il contratto, anch'esso in house ai sensi del D.lgs. 201/2022, è net cost con corrispettivo a corpo di 534,1 milioni di euro l'anno, firmato il 31 gennaio 2025 e in scadenza al 31 dicembre 2027.

Un punto che va detto: il bilancio 2024 dichiara esplicitamente che i ricavi di mercato, pur in crescita del 3,2%, sono ancora sotto i livelli pre-Covid. Il dato di 790 milioni di passeggeri trasportati nel 2024, pubblicato nella Carta della qualità dei servizi, resta circa il 12% sotto il 2019. Roma è, tra le grandi reti europee, una di quelle che non ha ancora recuperato.

3. Autolinee Toscane: la sola grande gara italiana, e il suo conto economico

Autolinee Toscane è il caso più istruttivo dell'intero panorama, perché è l'unica grande azienda italiana di TPL affidataria per gara e non in house. La concessione unica regionale toscana, aggiudicata al gruppo RATP Dev, vale 2.883.618.696,82 euro IVA esclusa per 132 mesi, con avvio del servizio il 1° novembre 2021.

I numeri: 435,3 milioni di euro di fatturato nel 2024, in crescita dai 409,6 milioni del 2023. E un risultato netto di −27,1 milioni di euro, peggiorato rispetto ai −16,5 milioni del 2023. Sul piano operativo: 159,7 milioni di passeggeri, 4.956 dipendenti, 109,5 milioni di autobus-km su 22.987 km² e nove province (dati 2023, Carta dei Servizi).

Su un criterio spesso trascurato, le vetture-km prodotte, Autolinee Toscane è seconda in Italia dopo ATAC, posizione che non occupa su nessun altro indicatore. E il piano industriale prevede 2.027 nuovi bus in cinque anni per abbassare l'età media della flotta da 13 a 5 anni.

Il contrasto tra la scala industriale e il risultato d'esercizio è il dato politico più citabile del settore: è il termine di paragone di ogni discussione gara-versus-in house in Italia.

4. GTT Torino: 419,5 milioni e un utile solido

GTT chiude il 2025 con 419,5 milioni di euro di valore della produzione, di cui 173,5 milioni di ricavi diretti (biglietti, abbonamenti, sosta, turistico), e un utile netto di 15,0 milioni. Al 31 dicembre 2025 l'azienda conta 3.790 dipendenti, di cui 1.973 conducenti di linea.

Flotta: 815 autobus urbani e suburbani, 180 tram, 218 autobus extraurbani, 58 vetture metro. Produzione: circa 55,5 milioni di vetture-km complessivi tra superficie urbana, metropolitana ed extraurbano. La società è interamente pubblica, controllata dalla Città di Torino tramite FCT Holding.

5. Gruppo AVM Venezia: 335 milioni e un modello unico

Il Gruppo AVM registra nel 2024 335 milioni di euro di valore della produzione consolidato (+2,9%), 287,5 milioni di ricavi da vendite e prestazioni, un utile netto consolidato di 2,8 milioni e 2.988 dipendenti. La controllata operativa ACTV si ferma a 248,8 milioni di valore della produzione con 2.538 dipendenti.

Venezia è l'unico grande operatore italiano che integra navigazione lagunare, automobilistico urbano ed extraurbano, tranviario e People Mover sotto un'unica regia in house. La flotta al 31 dicembre 2023 contava 547 autobus, 148 mezzi navali e 20 convogli tram. Oltre 20 milioni di km di servizi minimi erogati nel 2024.

6. Tper: 314 milioni e la crescita più regolare del settore

Tper chiude il 2024 con 314 milioni di euro di ricavi consolidati di Gruppo, 245,7 milioni di ricavi operativi della capogruppo (+7,8%), un EBITDA di 38,6 milioni (+16%) e un utile netto di 9,7 milioni. I passeggeri sono 146,9 milioni (132,7 a Bologna, 14,2 a Ferrara), i dipendenti 2.406.

Nel 2024 sono entrati in servizio 98 nuovi autobus su una flotta di oltre 1.200 mezzi, di cui circa 570 a basso impatto (480 tra elettrici e filobus). Investimenti 2024 a 76 milioni, piano 2024-2030 oltre 430 milioni. Circa 142.000 abbonamenti annuali attivi, di cui oltre 68.000 beneficiari della gratuità under-19 "Salta Su".

7. Cotral: il più grande extraurbano d'Italia

Cotral registra nel 2024 304,6 milioni di euro di fatturato e 9,14 milioni di utile netto, dopo aver accantonato circa 32,4 milioni per possibili conguagli sul contratto di servizio.

La scala operativa è quella di un operatore nazionale: 1.648 autobus, 21 treni sulla Roma-Viterbo, 15 sulla Metromare, 75,5 milioni di bus-km all'anno, 8.192 corse al giorno, 376 comuni del Lazio serviti, 48 impianti operativi e circa 3.235 addetti. Nel 2024 sono entrati 150 nuovi bus, portando l'età media della flotta a 7,6 anni. I contratti gomma e ferro corrono fino al 2032.

8. ANM Napoli: utile a 11 milioni, dati operativi indisponibili

ANM chiude il 2024 con un valore della produzione di 198,8 milioni e un utile netto di 11,0 milioni, mentre la società e la capogruppo Napoli Holding attendono l'uscita definitiva dal concordato preventivo e un contratto di continuità di servizio a sei anni.

Va detto con chiarezza: ANM è il caso peggiore d'Italia per disponibilità di dati operativi. Gli unici numeri reperibili su flotta e passeggeri risalgono al 2014-2015 e non sono pubblicabili come attuali. Un'azienda che gestisce 112 linee bus, due linee di metropolitana, quattro funicolari, rete tram e filobus non pubblica un dato aggiornato di passeggeri trasportati. È un problema di trasparenza, ma prima ancora è un problema di misurazione.

9. Arriva Italia: la classifica che cambia a seconda di cosa si guarda

Arriva Italia S.r.l. dichiara 154,9 milioni di euro di fatturato nel 2024 e 21,8 milioni di utile netto, un margine del 14% impossibile per un operatore TPL puro e che segnala la presenza di proventi da partecipate.

Qui il perimetro è tutto. La holding fattura relativamente poco perché molte partecipate sono minoritarie e non consolidate: SAF Udine al 60%, Trieste Trasporti al 39,9%, ASF Autolinee Como al 49%. A livello di gruppo si parla di circa 3.500 dipendenti, 2.400 autobus e 100 milioni di bus-km all'anno, circa il 5% del mercato italiano.

Risultato: classificata per fatturato della S.r.l., Arriva è decima; classificata per flotta, sarebbe nelle prime cinque, davanti ad ATM per numero di autobus. Nessuna delle due posizioni è sbagliata, entrambe misurano cose diverse.

Le due grandi assenti

AMT Genova non compare perché il valore della produzione 2024 non è stato reso pubblico: i comunicati riportano solo il risultato. Ed è un risultato che merita attenzione. AMT chiude il 2024 con una perdita di 55,98 milioni di euro, la più grande della sua storia, un patrimonio netto negativo per 37,55 milioni e 280 milioni di debiti complessivi, di cui oltre 73 bancari e oltre 85 verso fornitori. È in corso un Piano di Risanamento 2025-2031. L'anno prima, il 2023, si era chiuso con un utile di 267 mila euro, 229 milioni di passeggeri e 2.963 dipendenti. Per dimensione, AMT sarebbe stabilmente tra le prime dieci. Per solidità, è il caso limite che dimostra perché una classifica costruita solo sulla scala non dice nulla sulla salute di un'azienda.

Il Gruppo Busitalia (Ferrovie dello Stato) non compare perché non esiste un bilancio consolidato pubblico. La capogruppo Busitalia-Sita Nord dichiara 124,4 milioni di ricavi operativi, 14,3 milioni di EBITDA, oltre 37 milioni di passeggeri, 668 veicoli e 1.237 dipendenti nel 2024. Sommando le controllate si arriva a circa 793 milioni, ma è una somma aritmetica non consolidata, e circa 369 milioni sono Qbuzz, cioè Paesi Bassi. Pubblicare 793 milioni come "fatturato Busitalia in Italia" sarebbe scorretto due volte.

Le trappole da conoscere prima di usare una classifica di TPL

Tre criteri, tre classifiche. Per ricavi vince ATM. Per passeggeri, ATAC (790 milioni) sta davanti ad ATM (675 milioni), e AMT Genova (229 milioni) davanti ad Autolinee Toscane (160 milioni) pur avendo un fatturato molto inferiore. Per flotta bus, Arriva Italia e Autolinee Toscane superano ATM. Per vetture-km, la seconda in Italia è Autolinee Toscane. Chi pubblica "la classifica delle aziende di TPL" senza dichiarare il criterio sta scegliendo un vincitore, non misurandolo.

Gruppo non è società operativa. ATM: 1.161 milioni il Gruppo nel 2024 contro 937,7 milioni la sola ATM S.p.A. nel 2023, circa il 20% di differenza. Tper: 314 contro 245,7 milioni, il 28%. AVM: 335 contro 248,8 milioni. Confrontare un consolidato con una società operativa è l'errore più frequente nelle tabelle comparative.

Il fatturato del TPL è in larghissima parte contributo pubblico. ATAC: 221,8 milioni di ricavi da traffico su 955,8 milioni di valore della produzione, cioè il 23%. Trentino Trasporti: 15,2 su 126,3 milioni, il 12%. Start Romagna: 21,6 su 94,9 milioni, il 23%. Confrontare i fatturati delle aziende di TPL significa in larga parte confrontare la generosità dei contratti di servizio regionali, non l'efficienza industriale.

Le aziende multiservizio gonfiano i ricavi. ATAC gestisce oltre 88.000 stalli di sosta a pagamento; GTT ha sosta, servizi turistici e ferrovie; AVM ha People Mover, parcheggi e navigazione. In GTT, su 419,5 milioni di valore della produzione, solo 173,5 sono ricavi diretti. Il resto sono corrispettivi.

Gli utili possono essere drogati da poste straordinarie. CTM Cagliari chiude il 2024 con 6,42 milioni di utile, ma 4,31 milioni sono ristori Covid di competenza 2021: l'utile gestionale reale è 2,11 milioni. Un ranking per redditività costruito sul dato nudo qui inganna di tre volte.

Anni di bilancio disallineati. A settembre 2026 convivono bilanci 2024 (ATAC, ANM, Tper, AVM, SETA, CTM, Cotral, Autolinee Toscane, Arriva) e 2025 (ATM, GTT, Trentino Trasporti, TUA, Start Romagna). Una tabella senza colonna "anno del dato" favorisce artificialmente chi ha già chiuso un 2025 in crescita. Per questo la colonna c'è.

"Valore generato" non è fatturato. Trenord comunica 3 miliardi di euro di "valore reale" calcolato con il modello True Value di KPMG. Il fatturato è circa 897 milioni. Ripreso acriticamente, l'errore è di 3,3 volte.

Il quadro di settore: il top 10 è un terzo del mercato

I riferimenti ASSTRA e Intesa Sanpaolo descrivono un settore da circa 12 miliardi di euro di valore della produzione, oltre 5 miliardi di passeggeri, 1,8 miliardi di vetture-km, oltre 117.000 addetti e circa 48.000 veicoli. La somma delle prime dieci aziende per ricavi vale circa 4,5-5 miliardi: poco più di un terzo del mercato.

È il dato che una classifica nasconde per costruzione. Il TPL italiano resta profondamente frammentato, anche se in consolidamento: dalle 1.093 imprese del 2010 si è scesi a 855 nel 2022, il 21,7% in meno. L'età media del parco autobus è di 9,4 anni e l'84% dei bus è ancora diesel, con investimenti pari al 12,6% del valore della produzione e una richiesta di settore di 800 milioni di euro l'anno aggiuntivi sul Fondo Nazionale Trasporti.

E quasi tutti i grandi operatori urbani sono in house: ATM, ATAC, ANM, GTT, AVM, Tper, Trentino Trasporti, AMAT, CTM. L'unica grande eccezione per gara è Autolinee Toscane. Trentino Trasporti ha appena ottenuto un affidamento in house decennale 2025-2034, motivato da un'analisi di benchmark sui costi: è oggi il precedente più citato nel dibattito.

Cosa può ricavarne un'azienda di TPL

Se state preparando un benchmark, una gara o un dossier di finanziamento, la lezione non è chi sta primo. È che i numeri con cui vi confrontate sono quasi sempre non comparabili, e che il primo lavoro è normalizzarli: stesso criterio, stesso perimetro, stesso anno, stessa unità.

C'è però un punto che riguarda l'esercizio quotidiano più della contabilità. Le aziende che riescono a produrre un dato di passeggeri, vetture-km e puntualità aggiornato, coerente e datato sono quelle che possono difendere il proprio corrispettivo, dimostrare l'effetto di una riorganizzazione di rete e rendicontare un investimento PNRR. Quelle che pubblicano dati fermi al 2015 non possono farlo. La differenza non è di trasparenza: è di strumentazione di bordo.

Metodologia. Classifica ordinata per valore della produzione o fatturato dell'ultimo bilancio disponibile, con anno indicato riga per riga. Perimetro dichiarato (gruppo consolidato o singola società) per ciascuna voce. Fonti: bilanci aziendali depositati e pubblicati, Regione Toscana, ASSTRA, Rapporto Intesa Sanpaolo-ASSTRA, comunicati aziendali, stampa specializzata di settore. Nessun dato è stato stimato; le voci non reperibili sono segnalate come tali nel testo.