La contabilità regolatoria del TPL su strada si basa su dati di esercizio che l'impresa deve poter ricostruire: chilometri effettivi, ore di servizio, puntualità, regolarità, flotta e personale. L'ART raccoglie questi dati attraverso il sistema SiMoT e nel 2026 ha già avviato e concluso procedimenti sanzionatori per la mancata o tardiva trasmissione. Un sistema AVM non compila la contabilità regolatoria, ma registra durante il servizio dati di esercizio da cui partono alcuni degli indicatori richiesti.
Che cosa chiede l'ART per la contabilità regolatoria del TPL su strada?
Il documento di riferimento è la nota metodologica «Monitoraggio Trasporto Pubblico Locale – Servizi su strada», pubblicata dall'Autorità di regolazione dei trasporti il 30 giugno 2026 (nota metodologica ART). La nota spiega come compilare i dati di monitoraggio e richiama la misura 12 della delibera 154/2019, come modificata dalle delibere 113/2021, 64/2024 e 177/2024.
I destinatari sono tutte le imprese che erogano servizi di trasporto pubblico di passeggeri su strada. Non si tratta quindi solo delle grandi aziende metropolitane: la nota prevede schemi di compilazione differenziati in base alle dimensioni.
I dati si inviano online oppure tramite file XML attraverso SiMoT, il Sistema di Monitoraggio Trasporti dell'Autorità. La nota indica che la raccolta 2025 riguarda l'anno di esercizio 2024, quindi i dati si riferiscono all'esercizio concluso e non all'anno in corso.
Quali schemi di compilazione si applicano in base alla dimensione dell'impresa?
La nota distingue tre livelli, in base al numero di addetti e alla produzione cumulata annua espressa in milioni di vetture-chilometro:
- Schemi semplificati: singole imprese con meno di 50 addetti, oppure produzione cumulata inferiore a 4,5 milioni di vetture-chilometro all'anno (il primo criterio riguarda le singole imprese, il secondo i titolari di contratti di servizio).
- Schemi per partizione territoriale: produzione da 4,5 a meno di 10 milioni di vetture-chilometro all'anno.
- Schemi per modalità di trasporto: produzione pari o superiore a 10 milioni di vetture-chilometro all'anno.
La riconciliazione con il bilancio civilistico è obbligatoria per tutte le imprese. Il dato dei chilometri percorsi compare dunque sia come criterio per scegliere lo schema, sia come informazione da inserire: un'azienda che non conosce con precisione la propria produzione effettiva parte già in difficoltà.
Quali indicatori dipendono dai dati d'esercizio?
Tra gli indicatori richiesti dalla nota metodologica, alcuni nascono nell'amministrazione e nella contabilità, altri nascono sul campo, nel servizio di ogni giorno. La nota cita tra i dati tecnici la produzione programmata ed effettiva in vetture-chilometro, le percorrenze totali, i passeggeri trasportati, la flotta per alimentazione ed età media, le ore di servizio, la velocità commerciale, la puntualità e la regolarità, il personale in equivalenti a tempo pieno e le ore di guida.
Per l'impresa la distinzione pratica è questa:
- Dati che arrivano dal servizio: chilometri programmati ed effettivi, ore di servizio, velocità commerciale, puntualità e regolarità, ore di guida.
- Dati che arrivano dall'anagrafica e dall'amministrazione: flotta per alimentazione ed età media, personale, costi, ricavi, bilancio.
- Dati che richiedono entrambi: la riconciliazione tra produzione e contratto di servizio, che confronta quanto previsto con quanto realmente erogato.
I dati del primo gruppo sono quelli che si perdono più facilmente se non vengono registrati giorno per giorno. Ricostruire a posteriori la puntualità di un'intera annualità da fogli di servizio cartacei o da file frammentati è un lavoro oneroso e il risultato resta difficile da difendere.
Che cosa è successo alle imprese che non hanno inviato i dati nei termini?
Nel 2026 l'Autorità ha reso pubblici più provvedimenti su questo tema, utili perché mostrano la sequenza concreta di un procedimento.
Con la delibera n. 14/2026 del 5 febbraio 2026 l'ART ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti di un'impresa di TPL su strada per la mancata risposta alle richieste di dati di contabilità regolatoria relativi al 2024 (delibera n. 14/2026). Le date riportate nel testo sono queste: avviso generale e avviso specifico il 13 maggio 2025, con termine al 15 novembre 2025 per i dati 2024; diffida il 2 dicembre 2025, con nuovo termine al 9 gennaio 2026; SiMoT reso accessibile alle imprese fino al 30 gennaio 2026. La delibera richiama l'articolo 37, comma 3, lettera l), numero 1), del decreto-legge 201/2011, che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria fino all'1% del fatturato dell'impresa interessata.
Con la delibera n. 162/2026, adottata il 3 settembre 2026, l'Autorità ha concluso un altro procedimento, avviato con la delibera n. 11/2026 del 5 febbraio 2026 (delibera n. 162/2026). Anche qui il tema è il mancato invio dei dati di contabilità regolatoria 2024 entro il termine fissato dalla diffida, il 9 gennaio 2026. L'impresa ha caricato i dati il 18 febbraio 2026, dopo l'avvio del procedimento, e nelle proprie difese ha parlato di «errore materiale ed involontario». L'Autorità ha ritenuto che la trasmissione tardiva non escluda la responsabilità.
L'importo base della sanzione era di 5.000 euro, ridotto di 1.250 euro, per un importo finale di 3.750 euro. Nel calcolo l'Autorità ha considerato, tra gli elementi, due contratti di servizio nel 2024 per 223.741 vetture-chilometro e l'assenza di reiterazione.
Il dato che conta per un'azienda non è l'entità della sanzione, che in questo caso è contenuta. Conta il percorso: richiesta di dati, diffida, avvio del procedimento, difese, decisione, con un impegno amministrativo che si somma al lavoro di raccolta che l'impresa avrebbe dovuto fare comunque. Per le imprese più grandi, il tetto dell'1% del fatturato previsto dalla norma è un riferimento molto diverso.
Come si prepara un'azienda a rispondere alle richieste dell'ART senza corse contro il tempo?
Le scadenze fissate dall'Autorità nel ciclo 2024 sono state comunicate con mesi di anticipo: l'avviso è di maggio 2025, il termine di novembre 2025. Il problema non è quindi il preavviso, ma la disponibilità dei dati al momento in cui servono. Alcune pratiche riducono il rischio.
Un archivio consuntivo per corsa, non solo per linea. Per riconciliare la produzione programmata con quella effettiva serve sapere, corsa per corsa, se è stata effettuata, con quale veicolo e con quale percorrenza. Un archivio costruito a fine anno da riepiloghi mensili nasconde le differenze che l'Autorità può chiedere di spiegare.
Un responsabile e un calendario per i dati. La raccolta SiMoT coinvolge esercizio, amministrazione, personale e manutenzione. Assegnare a una persona la regia, con un calendario che parte dalla pubblicazione della nota metodologica e non dall'avviso di scadenza, evita che i dati si cerchino quando il termine è già vicino.
Una definizione condivisa di puntualità e regolarità. Se l'esercizio calcola la puntualità con una soglia e il reporting verso l'ente affidante ne usa un'altra, la compilazione di SiMoT diventa un esercizio di riconciliazione. Conviene fissare le definizioni una volta e applicarle a tutti i report. Per un approfondimento sugli indicatori in esercizio si può partire dalla nostra guida alla gestione dell'esercizio TPL.
Un controllo di coerenza prima dell'invio. Prima di caricare il file XML, confrontare chilometri effettivi, ore di guida e velocità commerciale permette di individuare valori incompatibili, ad esempio una velocità commerciale che non torna con le percorrenze e le ore di servizio dichiarate.
Dove entra l'AVM e dove no?
Un sistema AVM registra la posizione dei veicoli e la confronta con l'orario programmato: è questa la base da cui si ricavano ritardi, anticipi e regolarità per linea. Sulla pagina della piattaforma Pysae il modulo Operations descrive la posizione GPS di ogni autobus ogni 5 secondi e una mappa in tempo reale con ritardi, anticipi e regolarità per linea calcolati automaticamente. Il modulo Fleet genera in automatico report di puntualità, chilometri e tempi di percorrenza a partire dai dati raccolti sul campo (modulo Fleet).
Questo significa che alcune informazioni richieste da SiMoT (chilometri, tempi di percorrenza, puntualità) possono contare su dati registrati durante il servizio, anziché ricostruiti dopo. Non significa che la piattaforma compili la contabilità regolatoria: il conto economico del contratto di servizio, i ricavi, i costi e la riconciliazione con il bilancio restano nei sistemi amministrativi dell'impresa, e la responsabilità dell'invio resta dell'azienda. L'AVM riduce il lavoro sulla parte che nasce dal servizio. Non sostituisce il lavoro amministrativo.
Resta un controllo da fare in ogni azienda: verificare che i dati registrati dall'AVM siano coerenti con le definizioni dell'ART (cosa conta come corsa effettuata, come si trattano le corse parzialmente soppresse) prima di usarli come base del reporting. Questa verifica va documentata una volta e ripetuta quando cambiano le regole di compilazione.
Vuoi vedere come i dati d'esercizio restano disponibili durante l'anno?
Per scoprire come Operations e Fleet registrano posizioni, ritardi e chilometri durante il servizio, usa il pulsante «Richiedi una demo» in fondo alla pagina: il nostro team ti mostrerà come questi dati si presentano sulla piattaforma e come possono sostenere il lavoro di reporting della tua azienda.
Domande frequenti
Chi deve compilare i dati di monitoraggio TPL su strada richiesti dall'ART?
Secondo la nota metodologica del 30 giugno 2026, devono compilarli tutte le imprese che erogano servizi di trasporto pubblico di passeggeri su strada. Lo schema da usare dipende dal numero di addetti e dalla produzione in milioni di vetture-chilometro all'anno.
Che cos'è SiMoT?
È il Sistema di Monitoraggio Trasporti dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Le imprese vi inseriscono i dati online oppure caricano file XML. Nella delibera n. 14/2026 l'ART indica che il sistema è stato reso accessibile alle imprese fino al 30 gennaio 2026 per il ciclo sui dati 2024.
Quali conseguenze ha il mancato invio dei dati?
L'articolo 37, comma 3, lettera l), numero 1), del decreto-legge 201/2011 prevede una sanzione fino all'1% del fatturato dell'impresa interessata. Nella delibera n. 162/2026 la sanzione finale è stata di 3.750 euro, calcolata con le linee guida dell'Autorità.
Un sistema AVM basta per rispondere alle richieste dell'ART?
No. L'AVM fornisce dati d'esercizio come posizioni, ritardi, chilometri e tempi di percorrenza, che sono una parte degli indicatori richiesti. Costi, ricavi, bilancio e riconciliazione contabile provengono dai sistemi amministrativi dell'impresa.
Come si evita di ricostruire i dati a fine anno?
Registrando durante l'anno i dati di servizio per corsa, concordando le definizioni di puntualità e regolarità con l'ente affidante e assegnando un responsabile alla raccolta dei dati prima della pubblicazione della nota metodologica.